Nella pagina che segue potete leggere la delibera 4.6.10 del COA Pisa in merito alla situazione della Sezione di Pontedera ed il sucessivo provvedimento del Presidente Dott. Laganà del 23.6.10.
Attenzione: in allegato nuovo provvedimento presidenziale del 29.6.10 a modifica del precedente
ESTRATTO DELLA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI PISA IN DATA 04/06/2010
Sono presenti i Signori:
Capria avv. Rosa Presidente
Pulidori avv. Stefano Segretario f.f.
Castiglione avv. Cinzia Tesoriere
Berti Mantellassi avv. Giovanni Consigliere
Cerisano avv. Maria Giovanna
Concetti avv. Lucia
De Giorgi avv. Valentina
Fascione avv. Enrico
Giuntoli avv. Sergio
Oliva avv. Paolo
Puccini avv. Luca
Savino avv.Giovanni Paolo
Taverniti avv. Riccardo
Assenti giustificati gli Avv.ti Ettore Bechini e Alberto Marchesi
o m i s s i s
Il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Pisa, in relazione alla richiesta di parere pervenuta in data 3 giugno u.s. dal Presidente del Tribunale di Pisa, Dott. Salvatore Laganà, in merito alla situazione della Sezione Distaccata di Pontedera, nell'esprimere vivissimo apprezzamento per gli sforzi profusi dalla Presidenza al fine di ovviare alla situazione di assoluta emergenza in cui versa la Sezione Distaccata di Pontedera, non di meno ritiene opportuno svolgere alcune considerazioni preliminari.
La situazione di intollerabile disagio in cui versa, da troppo tempo, la Sezione Distaccata di Pontedera - e che arreca gravissimo pregiudizio alle ragioni dei cittadini e delle imprese del territorio - deriva solo in minima parte dalle carenze di organico, a cui di recente si è cercato di far parzialmente fronte.
Ritiene il Consiglio dell'Ordine, infatti, che le condizioni di assoluta emergenza - che da anni affliggono la vita professionale dei Colleghi che operano nella Sezione (rinvii di ufficio disposti senza alcun preavviso, e senza apparente motivazione, ad udienze che si terranno dopo due anni da quella originariamente fissata, mancato rispetto degli orari di inizio delle udienze, reiterate dimostrazioni di insofferenza verso chi quotidianamente, e nell'esclusivo interesse del proprio cliente, cerca di ottenere ascolto e di far valere i propri diritti ) e che si traducono, in sostanza, in una condizione di denegata giustizia a carico dell'utenza - siano prevalentemente imputabili ad una serie combinata di fattori. Tra questi ultimi rientrano sicuramente l'obiettiva indisponibilità a profondere un pieno ed incondizionato impegno manifestata da alcuni degli operatori che si sono succeduti nella Sezione, e che hanno ripetutamente rivelato un evidente disagio per il solo fatto di dover prestare la propria funzione in quella sede (del resto si tratta di un atteggiamento che traspare in modo chiaro dalle stesse ragioni che hanno imposto l'adozione del provvedimento di cui si discute). A tutto ciò si aggiunga l'incomprensibile mancanza di iniziativa manifestata precedentemente dagli organi competenti.
Quanto sopra denunciato, peraltro, stride con l'atteggiamento di grande responsabilità che costituisce il segno distintivo dell'avvocatura pisana, la quale da sempre collabora in modo fattivo, anche con contributi di carattere economico, sia pur nel dovuto rispetto dei ruoli, ad ogni iniziativa tesa a migliorare le condizioni di resa del servizio giustizia, le cui finalità sono state frustrate per più di un decennio dagli atteggiamenti sopra denunciati e da una cronica carenza logistica di personale e di risorse.
Del resto quando con la riforma del 1998 fu effettuata una modifica dell'organizzazione giudiziaria del nostro circondario, con la scelta di istituire una sola sezione distaccata di Tribunale, l'avvocatura espresse il proprio consenso ritenendo che ciò avrebbe razionalizzato il servizio giustizia. Da sempre la sede di Pontedera, che presenta un carico di lavoro notevole, tra i primi in Italia tra le sedi distaccate, non è stata messa nelle condizioni di funzionare adeguatamente. Se a questo risultato non si dovesse giungere, per assurdo, sarebbe inevitabile la sua soppressione. Eventualità quest'ultima recisamente non auspicabile data la necessità della presenza del presidio giudiziario su un territorio di assoluto rilievo dal punto di vista economico e sociale. Tutto ciò senza dimenticare le difficoltà in cui opera la Sede Centrale.
In questo quadro, dunque, il Consiglio dell'Ordine non può che esprimere il proprio parere positivo in ordine al provvedimento in esame, evidentemente finalizzato a cercare di ridurre al minimo i disagi lamentati, condizionandolo alle seguenti riserve:
1) Il provvedimento, nella parte in cui prevede la tenuta delle udienze nella sede centrale, ferme restando le incombenze di cancelleria da svolgere nella sezione distaccata, avrà pesanti ricadute organizzative a carico dell'utenza, delle cancellerie e dei magistrati, e dunque si rende necessaria un'attenta pianificazione della logistica che permetta il regolare svolgimento dell'udienza nonché di tutti gli adempimenti antecedenti e successivi senza pregiudizio dell'esercizio del diritto di difesa (trasferimento e reperibilità dei fascicoli, richiesta copie, deposito documenti, costituzione dei convenuti), tenuto conto altresì che taluni procedimenti investono direttamente una particolare tipologia di utenza, per lo più priva di assistenza tecnica come nel caso della volontaria giurisdizione e del tutelare, in tal modo costretta a peregrinare da un ufficio all'altro.
2) Il provvedimento costituisce una risposta d'urgenza ad una situazione di assoluta emergenza, e come tale deve avere durata brevissima e ben determinata nel tempo. Ritiene dunque il Consiglio dell'Ordine che non sia opportuno vincolare la durata del provvedimento ad eventi futuri ed incerti quali il rientro a pieno regime di due magistrati, il rientro dalle ferie della Dott.ssa Balsamo, ma che sia indispensabile stabilire un termine certo e breve di efficacia che il Consiglio indica nel 31 luglio 2010 e ciò per consentire l'adozione delle misure di medio e lungo termine necessarie per il ripristino di un'accettabile funzionalità della Sezione Distaccata. Superata l'urgenza nei termini di cui sopra, il Consiglio ritiene che tutte le udienze e gli adempimenti, nessuno escluso, dovranno tenersi nella sede della Sezione Distaccata, utilizzando ove necessario, e con il rispetto delle previsioni di legge e tabellari, le risorse della Sede Centrale.
Il Consiglio dell'Ordine rappresenta la propria ferma ed incondizionata contrarietà a che l'assetto adottato con il provvedimento in esame assuma carattere di stabilita, dichiarandosi sin d'ora contrario ad ogni proroga del provvedimento oltre la data sopra indicata, riservandosi di adottare tutte le iniziative che riterrà opportune.
omissis
Il Segretario f.f. Il Presidente
f° Avv. Stefano Pulidori f° Avv. Rosa Capria
La presente decisione è stata pubblicata mediante deposito dell'originale negli Uffici della Segreteria del Consiglio dell'Ordine di Pisa a norma dell'art. 44 del R.D. 22/1/34 n. 37 in questo dì 5 del mese di giugno 2010.
Il Segretario
Avv. Alberto Marchesi
Allegati da scaricare:
Provvedimento del Presidente Dott. Laganà del 23.6.10
Nuovo provvedimento Presidente Dott. Laganà del 29.6.10
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